
"I giovani hanno bisogno di interiorità” che “poi diventa gioia”. Spiega il direttore del Servizio italiano per la Pastorale Giovanile della CEI, a pochi giorni dalla GMG.
“Gli italiani che si sono registrati a questa XXIII GMG di Sydney sono 9800. Sono tutti piuttosto contenti, anche se vari inconvenienti fanno parte della GMG, e il Signore Dio parla anche attraverso gli imprevisti. La veglia è stata molto spirituale. Il papa ha invitato all’unità, all’impegno interiore, alla preghiera. I ragazzi hanno fatto dei lunghi minuti di silenzio davanti alla Santissima Eucaristia. I giovani hanno bisogno di quest’interiorità, di scendere dentro di loro, anche attraverso la fraternità che la GMG offre”.
“E’ un interiorità che poi diventa gioia, per sapere che cosa stai facendo, dove stai camminando. Diventa anche testimonianza nei luoghi di lavoro, di studio, proprio come ha detto il papa…”
“Il prossimo anno sarà l’ultimo anno del triennio dell’”Agorà dei giovani Italiani”, che sarà dedicato alla cultura, alla comunicazione della cultura e all’approfondimento. Siamo chiamati alla conoscenza dei fondamenti della nostra fede, e il papa in questo senso invita tutti i giovani ad avere un grande spessore culturale. I suoi passaggi e i suoi discorsi sono sempre una miniera di impegno. Ogni persona, ogni giovane, mi sembra, può trovare una motivazione forte nella propria esperienza di cristiano”.
“Non so cosa vuol dire che un evento del genere ‘funziona’. Di certo sono sempre delle tappe indimenticabili nella vita di tante persone, quindi è bene che ci siano. Ringraziamo proprio lo Spirito Santo che ha inspirato a Giovanni Paolo II questa bellissima idea”.
“E’ un interiorità che poi diventa gioia, per sapere che cosa stai facendo, dove stai camminando. Diventa anche testimonianza nei luoghi di lavoro, di studio, proprio come ha detto il papa…”
“Il prossimo anno sarà l’ultimo anno del triennio dell’”Agorà dei giovani Italiani”, che sarà dedicato alla cultura, alla comunicazione della cultura e all’approfondimento. Siamo chiamati alla conoscenza dei fondamenti della nostra fede, e il papa in questo senso invita tutti i giovani ad avere un grande spessore culturale. I suoi passaggi e i suoi discorsi sono sempre una miniera di impegno. Ogni persona, ogni giovane, mi sembra, può trovare una motivazione forte nella propria esperienza di cristiano”.
“Non so cosa vuol dire che un evento del genere ‘funziona’. Di certo sono sempre delle tappe indimenticabili nella vita di tante persone, quindi è bene che ci siano. Ringraziamo proprio lo Spirito Santo che ha inspirato a Giovanni Paolo II questa bellissima idea”.
Nessun commento:
Posta un commento